La Quaresima è il tempo favorevole per compiere un cammino di vera conversione

L'uomo: una polvere preziosa agli occhi del Signore

“Signore, lo vedi come chiede, perché non gli dici qualcosa?”
“Te lo immagini che cosa succederebbe se sentisse la mia voce?”
“Fagli sentire la tua presenza”
“Io la faccio sentire sempre, è lui che non se ne accorge”
(dal film “Nostalghia” di A. Tarkovskij)


Ogni persona è un homo desiderans. Ma dobbiamo chiederci spesso di cosa sia fatto il nostro desiderio. “Qual è il mio desiderio?”. Sfuggire a tale domanda significa sfuggire a noi stessi e non rispondere all’appello che la vita ci lancia.

Possiamo porcela se accettiamo quel viaggio che comincia solo quando osiamo entrare in noi stessi.

Cosa succede, allora? Ci ritroviamo a interrogarci, a riflettere, a esitare, a elaborare interiormente la nostra esperienza.

Ecco puntuale la Quaresima, «tempo forte» che prepara alla Pasqua, «il momento favorevole» per compiere «un cammino di vera conversione», tempo di cambiamento interiore e di pentimento in cui «il cristiano è chiamato a tornare a Dio “con tutto il cuore” per non accontentarsi di una vita mediocre» (Papa Francesco, Messaggio per la Quaresima 2017), e disporsi finalmente a comprendere ciò che è in noi fin dal principio, ma abita l’altro lato del nostro specchio.

Qual è in assoluto la prima cosa che abbiamo ascoltato? Oggi sappiamo che al terzo mese di gestazione l’apparato uditivo del bambino è già pronto a captare i suoni. Da quel momento sente per la prima volta la voce umana e coglie i rumori esterni. Se teniamo conto di questo, la prima cosa che l’essere umano ha ascoltato è stato il soffio di Dio:

Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente (Gen 2,7).

Il fango ha udito allora il respiro dell’eterno. È cominciata lì la nostra grande avventura.

Durante la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri il sacerdote sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo. Con essa riceviamo l’invito alla conversione: «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai».

Questa formula rimanda agli inizi della storia umana, quando il Signore disse ad Adamo dopo la colpa delle origini: «Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non ritornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere ritornerai!» (Gen 3,19).

Ma se l’uomo è polvere, è una polvere preziosa agli occhi del Signore perché Dio in modo mirabile ha creato e in modo ancora più mirabile ha redento l’uomo destinandolo all’immortalità. Naturalmente, ciò che in noi era polvere, un giorno tornerà tale. Ma non nello stesso modo. “Polvere saranno, ma polvere innamorata” (Francisco de Quevedo).

Monache Benedettine di Rosano (Firenze)