Maranatha: vieni Signore Gesù

Un tempo che educa alla paziente speranza

La Liturgia dell’Avvento è tutto un richiamo a vivere alcuni atteggiamenti essenziali del cristiano: l’attesa vigilante e gioiosa, la speranza, la conversione, la povertà.

La venuta gloriosa del Signore “Maranatha: vieni Signore Gesù” è il grido e il sospiro di tutta la terra nel suo pellegrinaggio terreno verso l’incontro definitivo con il Signore.

L’Avvento è un tempo di attesa gioiosa perché ciò che si spera certamente avverrà. Dio è fedele!

È il tempo liturgico della grande educazione alla speranza: una speranza forte e paziente; una speranza che accetta l’ora della prova, della persecuzione; una speranza che si affida al Signore.

Il Dio dell’Avvento è Colui che colma le valli, spiana le montagne, fa fiorire il deserto, mette insieme il leone e l’agnello. Questo tempo è come un’oasi che ristora, rigenera e sospinge su una via che sa attraversare anche il deserto di una vita disorientata e riporta nella giusta direzione. Nulla è impossibile a Dio!

La prima Domenica di Avvento segna anche l’inizio di un nuovo anno liturgico. Leggere il vangelo è intraprendere un viaggio, è salire. Si tratta di un’esperienza che aiuta a gettare luce sul Dio in cui crediamo, ma anche sulla nostra identità di uomini e donne credenti. Ogni pagina è un gradino che ci fa salire al di sopra di noi e ci fa scendere dentro di noi.

Il Vangelo di Matteo ci parla di un Dio che non solo si fa bambino, ma che parla il linguaggio dei piccoli per liberare l’uomo dalla pesante maschera ce lo oscura. Iniziando con la “genealogia”, il primo capitolo di Matteo ci fa riallacciare i rapporti con coloro che ci hanno preceduti, per dare a Gesù e a noi un corpo che ha ascendenti di donne e uomini peccatori, fragili, stranieri, pagani… basti pensare solo alla vita del re Davide: ci accorgiamo di quanta povertà di valori, di rispetto, di onestà sia intrecciato l’uomo. Eppure Dio amava Davide pur essendo un peccatore perché Davide era un uomo che sapeva pentirsi, sapeva piangere sul male commesso ma ricevendo il perdono da Dio, egli ha saputo perdonare. Questo piace a Dio! Piace quando noi da peccatori perdonati diveniamo uomini e donne capaci di perdonare.

Noi, oggi, siamo felici perché arriva il Natale ma accogliere il Signore non è così facile; la venuta di Gesù è scomoda perché richiede spazio… Gesù, come ogni bimbo, nasce in uno spazio, non tanto mentale, ma in quello spazio che è il nostro copro. Il “sì” di Maria è un atto di coraggio, di audacia perché stravolge la vita. È partorire ogni giorno quel Gesù che libera e salva, guarisce e perdona, accarezza e ama.

Tutta la storia dell’uomo è un cammino verso Dio e tutta la storia di Dio è un cammino incontro all’uomo. Con Gesù il tempo tocca la sua pienezza e il regno si è fatto vicino, si è fatto carne, si è fatto te.

Buon cammino, felice incontro!

Sorelle povere di Montagnana